Contesto generale

Contemporaneamente alla nascita delle banche si è sviluppato una corrente che le osteggiava, che criticava l’accentramento del potere economico tra le mani di poche sorelle anche se, al tempo, non si sarebbe potuto fare altrimenti causa mancanza di strumenti. Ora gli strumenti ci sono. Attraverso la blockchain e le cryptovalute potremmo scavalcare tutti i cartelli bancari che guardano all’economia come una mucca da mungere per arricchirsi e non come un sistema di produzione e di scambio sostenibile socialmente.

Molte regioni del mondo si accingono (o lo hanno già fatto) a rifugiarsi nel sistema delle cryptovalute per rispondere all’incertezza economica, all’inflazione o alla corruzione dilagante. Perché proprio nelle cryptovalute? In primis nonostante l’estrema volatilità, le crypto garantiscono più sicurezza rispetto ad un sistema monetario in fallimento (come può essere il Venezuela,ecc.), in seconda battuta la blockchain è la soluzione data dall’uomo per risolvere problemi annosi come la corruzione, l’assenza di trasparenza, l’accentramento della ricchezza e l’ampliamento della forbice di ricchezza (ovvero divario crescente tra ricchi e poveri). Certo è che i sistemi centrali che vedono sottrarsi il potere e che si rendono conto che queste nuove tecnologie potrebbero renderli istituzioni obsolete stanno cercando di osteggiare questo fenomeno minimizzandolo, non regolamentandolo e non utilizzando le tecnologie per gli svariati impieghi ai quali sono destinate.

Tuttavia, un grido impertinente proveniente da alcune istituzioni si riesce a sentire (J.P Morgan, Goldman Sachs partecipano attivamente all’EEA). Ormai da tutti gli angoli del globo, a causa dei notevoli interessi economici degli utenti, si stanno accedendo moti richiedenti soluzioni legislative affinchè le cryptovalute vengano “legalizzate” e affinchè le persone che ancora non ne sono a conoscenza entrino a far parte di questo crescente network di cui potrebbero solo giovarsi.

Cryptovalute. Il punto dal mondo:

Russia

Ad oggi, sappiamo grazie ai media internazionali che anche nella regione di Leningrado che circonda San Pietroburgo, leaders come il deputato regionale dell’Assemblea Legislative Vladimir Petrov, il sindaco di Ivangorod tal Viktor Karpenko e molte altre personalità politiche facenti capo al Cremlino stanno esercitando pressioni sulla Banca di Russia per legalizzare le crytpovalute e per autorizzare la loro circolazione e il loro libero scambio.

Secondo Petrov, ed i suoi studi, l’impatto di una normativizzazione del sistema si percepirebbe in grande misura sul turismo poiché in molti paesi limitrofi alla Russia (Estonia, Lettonia, Ucraina, la penisola scandinava) c’è un gran numero di detentori di coin che hanno difficoltà nel spenderli.

>Il Cremlino non è mai stato passivo riguardo queste tecnologie, sicuramente ricorderete l’incontro di qualche settimana fa tra Vitalik Buterin (uno degli sviluppatori di Ethereum) e Vladimir Putin. Comunque, in Russia, le commissioni che hanno analizzato le tecnologie blockchain sostengono gli innumerevoli vantaggi e le vaste prospettive di questo sistema ma sono convinti che debbano essere risolti alcuni problemi di sicurezza.

Giappone

Invece, i meno scettici funzionari giapponesi confermano il loro pieno supporto alle crypto e confermano che il governo sta lavorando per regolamentare maggiormente il sistema e per eliminare completamente le tasse di consumo a carico degli utenti..

Inghilterra

In Inghilterra sono stati “coniati” due coin differenti che sono fissati al valore della sterlina e che stanno acquisendo sempre più fama tra i britannici: sono il East London Local Pound e il Liverpool Local Pound. Entrambe queste monete sono state sviluppate da Colu un blockchain wallet provider che si trova a Tel-Aviv.

Singapore & Senegal
>Singapore ha mostrato la sua tendenza al progresso accettando l’utilizzo in prova di una cryptovaluta nazionale, mentre in Senegal stanno sviluppando tutte le infrastrutture per sostenere il coin nazionale già in circolo. Il valore di questi coins non deriva soltanto dai tassi di cambio delle valute nazionali alle quali possono essere legati bensì proviene dalla tecnologia impiegata che permette svariati miglioramenti come la possibilità di vedere facilmente, su un registro distribuito, dove la valuta è stata spesa oppure la possibilità di applicare gli smart contracts per raccogliere automaticamente le tasse regionali, e molti altri futuribili impieghi. Tutte queste capacità potrebbero combattere le pratiche di riciclaggio del denaro che diventerebbe sempre tracciabile a differenza della situazione attuale.

Conclusioni
>Una legalizzazione, anche solo nazionale, delle crypto rappresenterebbe il sorpasso al potere tradizionale detenuto dall’industria bancaria. Usando le valute virtuali i privati cittadini ma anche i governi avrebbero una maggiore facilità di disposizione dei fondi, non esisterebbero più problemi di liquidità, il denaro risulterebbe completamente tracciabile e sarebbe basato tutto su codici che nel caso fossero sbagliati potrebbero essere corretti a differenza di una corrotta mente umana.

Dal canto nostro speriamo che anche in Italia si sviluppino movimenti progressisti riguardo al mondo delle valute digitali cosicchè fra cinque anni l’Italia non sarà l’unico paese europeo a non avere una regolamentazione fiscale/legislativa di tutto il mondo delle crypto.

Author: Gabriele Sabbatini

Sono uno studente di giurisprudenza che nel 2013 è entrato in contatto con l’innovativo mondo delle cryptovalute e della blockchain. Credo che questi settori siano la base per costruire una società più trasparente, più sicura e più attenta ai bisogni dei meno rappresentati. Ethereum evangangelist dalla sua nascita nel 2015.

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