Bitcoin, negli ultimi tempi, si è stabilizzato intorno ai 2500$. I fattori principali che, in questo momento, possono ridurne il prezzo sono due:

“Il primo: alcuni degli investimenti speculativi fatti negli ultimi mesi, dagli investitori esterni sono stati tolti dal tavolo dei profitti. Il secondo, il mercato sta ancora reagendo alle tattiche minacciose di Bitmain e al rischio di un possibile fork conseguente all’UASF (“User Activated Soft Fork”). In ultima analisi, Bitcoin è ancora in crescita quasi del 150% per YTD (Year To Date), quindi non c’è motivo di preoccuparsi. Oltretutto, i fondamentali sono forti e la domanda continua ad aumentare”.

Questo il pensiero di Marc Kenigsberg, amministratore delegato di Jamworx.

Tuttavia, egli sostiene che finché Bitcoin manterrà lo stato attuale della rete e delle transazioni, continuerà a crescere. Oggi, più che mai, le persone iniziano ad utilizzarlo come metodo di pagamento, e la crescita della struttura circostante può solamente aiutare. Le ricerche di Google sul mondo delle cryptovalute sono a livelli sempre più alti e in tutto il mondo si stanno sviluppando supporti commerciali che agevolino il pagamento con le crypto. Il mondo sta iniziando a capire ed accettare le valute digitali.

Gli investitori azionari prendono appunti

Thomas Lee, stratega presso la società Fundstrat, ha recentemente espresso tutta la sua considerazione nei confronti di Bitcoin, stimando che nel 2022 potrebbe raggiungere un valore compreso tra i 20.000 e i 55.000 dollari.

Lee ha fatto questa previsione sulla base della disponibilità limitata di Bitcoin e sulla stabilizzazione del mercato. Recentemente, non è l’unico ad avere azzardato simili previsioni. Ronnie Moas, fondatore della Standpoint Research, ha ipotizzato la stessa cosa, anche in tempi più brevi.

Lee ritiene che uno dei principali driver del mercato per Bitcoin sia la cannibalizzazione della domanda dell’oro. L’offerta di Bitcoin è limitata, ci sono solamente 21 milioni di unità, e questo porterà, con il passare del tempo, ad un incremento del suo valore. Inoltre, la natura decentralizzata delle valute digitali lo rende un porto sicuro in tempi di incertezza economica.

“Non ho dubbi sul fatto che l’1% del denaro in contanti, obbligazioni, titoli e oro finirà nelle cryptovalute.” Ronnie Moas

Author: Michele Centomo

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