Milton Friedman è stato un economista americano, fondatore del pensiero monetarista e vincitore del premio Nobel per l’economia, e fu il primo a prevedere l’arrivo delle valute digitali nel lontano 1999. Egli affermò che in un futuro prossimo, si sarebbe sviluppato un metodo sicuro e anonimo per compiere transazioni finanziarie online.

In un’intervista condotta da NTU/F nel 1999, Friedman dichiarò:

“Una cosa che manca in questo momento, ma che verrà sviluppata a breve, è una moneta digitale. Un metodo online dove sia possibile acquistare prodotti e trasferire fondi da A a B, senza che né A né B si conoscono. Un modo che permetta la consegna di una fattura di 20 dollari, senza sapere la sua provenienza. Tu lo potrai fare senza sapere chi sono. Questo tipo di transazioni si svilupperà su Internet”.

 

Friedman è tuttora considerato uno dei più influenti economisti del XX secolo. E’ stato un forte sostenitore del libero mercato, della libera impresa e anche uno dei maggiori esponenti della Chicago School of Economics in Illinois.

Friedman ha studiato presso l’Università di Rutgers dove si laureo nel 1932, specializzandosi in matematica ed economia. Durante il tempo trascorso al suo interno venne influenzato da professori di economia come Arthur F. Burns e Homer Jones. Negli anni ’60, si oppose vigorosamente alle politiche economiche keynesiane del governo degli Stati Uniti.

Bitcoin: la prima cryptovaluta decentralizzata 

Nel 2009, dieci anni dopo l’intervista in cui Friedman auspicò l’avvento delle valute digitali, un tale di nome Satoshi Nakamoto realizzò la prima vera valuta digitale della storia, Bitcoin. Il primo sistema che permette di trasferire fondi tra due individui tramite Internet senza la presenza di terzi, o di un repository centrale.

Sulla base di uno studio pubblicato dall’Università di Cambridge nel 2017, sono già presenti circa 5 milioni di utenti in possesso di valute digitali nel mondo, e siamo solo agli inizi. Se potessimo parlare con il fantasma di Friedman, sono sicuro direbbe “ve l’avevo detto!”.

Author: Michele Centomo

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