Il disegno di legge sulla riforma fiscale del Giappone che elimina l’imposta sulla vendita di Bitcoin è entrato in vigore il 1° luglio. Ci si aspetta che le attività di trading delle crypto salgano nel paese dopo l’attivazione del disegno di legge.

In una relazione intitolata “Giappone: Incertezze fiscali e proposte di riforma del 2017”, Deloitte ha rivelato che le valute virtuali sarebbero state esentate dalle tasse sul consumo e sulla vendita dell’8% in Giappone.

La relazione di Deloitte dice:

“Dal consumo giapponese saranno esenti dall’imposta le crypto valute. Attualmente, le valute digitali come Bitcoin non rientrano nella categoria delle vendite esenti e, di conseguenza, la vendita di crypto in Giappone è stata considerata imponibile ai fini del JCT (Japanese Consumption Tax). Successivamente all’adozione della legge sul regolamento dei fondi nel maggio 2016, la vendita di valute virtuali, come definito nella nuova legge di regolamento del Fondo, sarà esente da JCT. Tale modifica si applica alle operazioni di vendita/acquisto effettuate in Giappone dal 1° luglio 2017.”

Il mercato giapponese di Bitcoin

Il 27 marzo, la Japanese National Diet ha ufficialmente approvato le proposte di riforma fiscale del 2017 condivise da Deloitte, facendo passare la legge fiscale sui consumi di Bitcoin insieme ad altre proposte elencate sulla lista delle riforme. Il disegno di legge, entrato in vigore il 1 ° luglio, dovrebbe aumentare drasticamente il valore di Bitcoin e delle attività di trading correlate al mercato di exchange giapponese.

Il 1° aprile il governo giapponese ha riconosciuto ufficialmente Bitcoin come valuta e come metodo di pagamento legale. Da allora, il governo si è concentrato sulla creazione di un ecosistema più efficiente per i commercianti, le imprese e gli utenti che hanno a che fare con le crypto. Una parte importante dell’iniziativa è stata quella di rendere Bitcoin e le altre valute digitali libere da vincoli, permettendo agli operatori di potervi accedere facilmente senza dover affrontare fattori esterni come le imposte.

Il mercato exchange giapponese è già ben regolato e ben attrezzato con i sistemi KYC (Know Your Customer) e AML (Anti-Money Laundering). Le politiche AML sono particolarmente rigorose in Giappone e in Corea del Sud, e questo rende difficile per i commercianti spostare grandi somme di denaro al di fuori del Giappone senza innescare questi sistemi adottati dalle piattaforme di trading locali.

L’aumento del prezzo di Bitcoin, una coincidenza? 

Anche se potrebbe essere una coincidenza, successivamente all’eliminazione delle tasse in Giappone il 1° luglio, il prezzo di Bitcoin è aumentato da circa 2.450 a 2.570 dollari. Non è possibile attribuire interamente l’impulso al mercato giapponese, in quanto rappresenta solo il 16,2% del mercato globale di scambio di Bitcoin.

Tuttavia, questi segnali positivi per il trading in Giappone potrebbero aver stabilito un precedente in tutta l’Asia, che controlla più del 65% della quota globale di scambio di Bitcoin, colpendone il prezzo.

La detassazione di Bitcoin è altrettanto importante per l’ecosistema dei commercianti giapponesi. Recentemente alcune delle società più influenti del paese, tra cui il suo più grande rivenditore elettronico Bic Camera, hanno iniziato ad accettare Bitcoin come metodo di pagamento.

Presto, centinaia di migliaia di ristoranti, caffetterie e negozi potrebbero cominciare ad accettare Bitcoin, visto che AirRegi, il più grande venditore di sistemi operativi di cassa del Giappone, cercherà di integrare Bitcoin entro la fine del 2017.

Author: Michele Centomo

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