Il 19 Giugno di quest’anno il Fondo Monetario Internazionale (IMF) ha pubblicato sul suo sito il documento Fintech and Financial Services : Initial Considerations.

Secondo lo staff dell’IMF, nel quale fanno parte anche dei famosi economisti come Dong He, Ross Leckow e Vikram Haksar, le banche dovrebbero considerare più seriamente gli investimenti nelle monete digitali e nei Distributed Ledgers Technology più che in passato: “sono rapidi i miglioramenti nelle tecnologie digitali e stanno completamente cambiando il panorama dei servizi finanziari”. Questa rivoluzione è accompagnata da nuove opportunità per i consumatori, nuovi servizi e di conseguenza nuove regolamentazioni. Infatti, viene discusso come tutto il mondo fintech, questa nuova onda di tecnologia ed innovazione, sia in grado di offrire nuove soluzioni e bisogni come fiducia, sicurezza e trasparenza ai consumatori ed aziende, cambiando in tempi accelerati il settore finanziario. Inoltre, grazie alle qualità della piattaforma decentralizzata e distribuita, verrebbero semplificati e migliorati tutti i servizi di pagamento tra enti lontani (cross-border payments e to overcome barries), l’abbattimento dei costi, le tempistiche nei pagamenti tra intermediari e tutte quelli problemi riguardanti informazioni e matching asimmetrici. Il trade-off, quindi la sfida, è quella di riuscire a regolare i servizi, mantenendo quel modello di trasparenza e la fiducia offerta dal sistema.

Le principali tecnologie a forte impatto sul settore finanziario e lavorativo

Si cita quindi il tema della Blockchain, dei Big Data, dei Wallet digitale, delle nuove modalità crowdfunding, , della Intelligenza Artificiale, della potenza computazionale dei computer, della crittografia e degli Smart Contract ed essenzialmente della estrema diffusione di Internet in tutto il mondo con le sue correlate potenzialità.

Ma in tutto questo le cryptovalute?

Da pagina 25 del paper entra in discussione un nuovo argomento: gli strumenti per i pagamenti (Means of Payments). “La piattaforma DLT può essere utilizzata per sostenere nuove strumenti per i pagamenti. Questo sta già accadendo con la comparsa delle valute virtuali. […] Questi strumenti di pagamento sono tokens che sono scambiabili tra individui o aziende come dei soldi. […] Questo sistema cambia i pagamenti da account-based system a token-based system. Le persone le contengono nei loro wallet digitali. […] La mancanza di fiducia del loro network o hub può erodere il loro valore. […] Le regolamentazione sono necessarie per proteggere i consumatori durante i trasferimenti tra valute fiat e tokens.”

Timeline delle evoluzione dei sistemi e metodi di pagamento

Ed ora inizia la parte interessante. Nel punto 62 viene scritto “la Banche Centrali possono offrire la loro valuta digitale. La central banks digital currency (CBDC) non saranno valute parallela, ma saranno semplicemente la rappresentazione virtuale della moneta nazionale. L’idea non è quella di creare una nuova valuta, ma di offrire un nuovo metodo di pagamento e un nuovo modo di conservare il valore. Infatti, l’emissione di questa valuta non modificherà l’exchange rate della moneta nazionale. […] Le CBDC potranno risolvere il problema della gestione sulle nuove monete virtuali. O alternativamente , questo potrà permettere alla banca centrale di conservare il controllo sulla efficienza delle politiche monetarie, nel caso in cui una moneta privata iniziasse a guadagnare una estensione significativa.”

Qualcosa suona già storto non trovate? Inoltre, nel punto 4 negli Appendix c’è un ulteriore segnale negativo per l’ecosistema delle altre cryptovalute: “Un’altro essenziale motivo per utilizzare CBDC è mosso dalla volontà di sfidare il monopolio che potrebbe essere consegnato a una o poche monete digitali private.”

Lo scopo finale della IMF è quella di ottenere una economia cashless, migliorando il sistema di credito e garantendo ai consumatori una più facile e sicura mobilitazione del loro budget. Ma purtroppo anche quello di creare una moneta digitale completamente supplementare a quelle già esistenti.

Author: Jacopo Sesana

Frequento il corso “Philosophy, International and Economics Studies” a Venezia, presso l’Università “Cà Foscari”. Scrivo per informarmi e per informare.

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