Sto leggendo su tutti i principali giornali che trattano di criptovalute e fintech articoli in merito la sorprendente “supervendita” di ieri sera di 39300 Ether con il corrisposto valore in dollari di $12,896,688.00. Senza dubbio un bell’articolo da Clickbaiting. Ma perché tutto questo non mi sorprende più di tanto?

Il down del valore di Ether registrato su  Coinbase ieri notte

Primo, qualche mese fa era successo esattamente la stessa cosa su Kraken e Poloniex, portando il prezzo a 26 Dollari. L’unica differenza che qualcuno può farmi notare è che gli exchanges mesi fa si erano bloccati a causa un effetto DDOS, mentre ieri il sito Coinbase è andato in crash da solo per  le transazioni o i prelevi con Ether/Dollari.

Secondo, noi lo avevamo detto. No ovviamente non proprio così, però senza dubbio non c’è da sorprendersi se adesso grandi quantità di Ether siano finite in mano a poche persone. Chiamali IcoS, chiamali Scam o chiamali semplicemente furbi, nel corso degli ultimi mesi e anche adesso, la icomania sta sostanzialmente cambiando la distribuzione di Ether da molte mani, a poche progetti. Ovviamente, non dico che le IcoS siano sempre un aspetto negativo. La stessa invenzione ha permesso a tanti progetti di uscire allo scoperto e trovare le risorse necessarie per finanziarsi.

Terzo, ci dimentichiamo sempre che il progetto Ether è ancora agli inizi. E che finché le criptovalute non porteranno (sperando al più presto) soluzione e usi concreti, daily-use, la loro funzione primaria rimane sempre quella speculativa.

 

Author: Jacopo Sesana

Frequento il corso “Philosophy, International and Economics Studies” a Venezia, presso l’Università “Cà Foscari”. Scrivo per informarmi e per informare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *