E’ ormai noto il trend che evidenzia la voglia della maggior parte dei giovani di creare una start-up, di costituire qualcosa di proprio e di utile alla società: sintomatica di questa prospettiva è la nota affermazione di dubbia provenienza:“Costituire una start-up oggi è come mettere in piedi una boy-band negli anni 90”.

Detto ciò, sappiamo che l’uomo in generale ha sempre avuto la tendenza a fare impresa e si è dovuto sempre scontrare con il problema della raccolta di fondi e dell’assenza degli stessi. In passato i fondi erano messi a disposizioni da istituti centrali come banche, venture capital ecc… che chiedevano delle garanzie limitando l’accesso ai fondi solo ai progetti con alle spalle una solidità finanziaria. Per ovviare a questo problema, da qualche anno fa, sono nate delle piattaforme di crowdfounding, la più nota è Kickstarter, che danno la possibilità agli utenti di pubblicizzare il proprio progetto secondo alcuni criteri postulati dalla piattaforma al fine di raccogliere i fondi necessari per costituire la propria idea di business; gli erogatori di fondi (kicker) hanno diritto ad una share dell’azienda che corrisponde alla somma erogata/il capitale sociale totale.

Certo è che la possibilità di stabilire i criteri di raccolta fondi rimane sempre nelle mani di un’istituzione centrale come può essere la piattaforma di riferimento. E’ proprio in risposta a questa necessità che le ICOs sono state configurate ed è proprio per la loro caratteristica decentralizzazione che stanno riscontrando un enorme successo (anche il Fondo Monetario Internazionale IMF ha suggerito lo sviluppo di questa tecnologia basata sugli Smart Contracts).

Infatti con una ICO, il finanziatore di una startup ha una capacità decisionale riguardo il progetto commisurata al valore dei gettoni che ha comprato durante la “vendita anticipata” (il presale). Questo, unito alla possibilità di imporre limiti all’acquisto dei gettoni, garantisce decisioni democratiche partorite dall’interesse personale dei singoli individui che, ovviamente, aspirano ad una plusvalenza monetaria come tutti gli altri, facendo in modo che l’interesse personale coincida con l’interesse di tutta la community. Questo modo innovativo di raccogliere i fondi darà la possibilità a molti giovani ambiziosi di poter raggiungere la liquidità necessaria per l’avviamento dei propri progetti rendendo tutto più veloce e più sicuro.

Author: Emanuele Coscia

A volte faccio trading con cryptovalute, ma molto spesso sto leggendo qualcosa. Mi definirei un bitcoin maximalist se non fosse che Vitalik è davvero bellissimo.

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