Nick Ayton, corrispondente per Cointelegraph a Londra, vuole guardare oltre al semplice mercato di monete virtuali, e valutare un nuovo modo di vedere la finanza e il capitale. L’attuale sistema bancario, the Fractional Reserve, che pochi pensano possa crollare, inizia a mostrare le prime crepe. Potrebbero l’economia basata sulle cryptovalute essere l’unica economia che sfuggirebbe ad un eventuale collasso dell’economia mondiale dovuto ad un enorme debito nascondo creato dal sistema finanziario?

Con Bitcoin, Ethereum e le altre Altcoin non esiste il concetto di debito. Nel capitalizzazione di questo mercato, l’eventualità di un bolla speculativa è data solo dal volume di domanda ed offerta. (Bubbles stay in the glass)

Le bolle solitamente scoppiano
Non c’è da sorprendersi che alcune previsioni dal 2013 ipotizzino la presenza di un’altra bolla finanziaria. Tra Europa, America, Asia, Medio Oriente, nessuno è in grado di schivarla.
Tra America e Europa, i mutui sulle macchine sono i nuovi mutui “subprime”: i debiti di famiglie e studenti stanno crescendo e il loro credito sta drasticamente calando. Quando questa situazione scoppierà, sarà anche peggio del 2008. Noi siamo le vittime di un gioco pericolo che viene giocato dalle banchieri delle Banche Centrali che hanno tenuto artificialmente i tassi di interesse al minimo storico, con la pretesa e la promessa che l’economia si sarebbe ripresa e mantenuta su un livello stabile. Non c’è trasparenza, non c’è più fiducia.

Secondo Business Insider: ” Stranamente, i tassi di interesse non solo solo più bassi in tutta la storia finanzia in America. Ma sono anche i più bassi negli ultimi 5.000 anni di civiltà”.

Mezze Verità
Purtroppo non ci sono notizie certe, ma se si sapesse che l’intero sistema finanziario dovesse collassare, si cercherebbero nuove soluzioni e meccanismi che eviterebbero la creazione di nuove bolle, di debito. Sebbene nel 2008 avevamo avuto la possibilità di creare un sistema più equo e controllato, più difficile da manipolare, l’occasione è stata sprecata malamente. Non è forse ora il momento di sperimentare nuovi modelli economici come magari quello basato su una moneta decentralizzata e denazionalizzata? Non è quello che Friedrick Von Hayek, uno dei cervelli più esponenti del nostro secolo, ci ha suggerito prima di questo caos finanziario?

L’alternativa
Il mercato delle Cryptovalute sta maturando rapidamente e crescendo in tanti paesi e continenti del mondo. Anche tra gli esponenti Liberali potrebbe essere una valida alternativa al sistema Fractional Reserve Banking e il fallimentare Capital Markets. Tutti potrebbero continuare ad avere potere d’acquisto, anche dopo un crollo finanziario.

Tuttavia credo non sia cosi semplice come espresso, nel momento in cui dovesse crollare l’intero sistema finanziario mondiale, le stesse monete perderebbero di valore e ci sarebbe una spira deflazionistica rispetto anche alle stesse cryptovalute.

Sebbene la mia realista considerazione, la creazione di un sistema basato sulla Blockchain, senza quindi nessun monopolio di stampa e bisogno di fiducia verso il sistema, l’assenza di debito tra due controparti, trasparenza e giustizia, ne beneficerebbe in toto.

Panico finanziario
Abbiamo già visto come il fenomeno inflazionistico stia influendo le nostre economie. Le Banche Centrali continuano a stampare moneta (come i QE imposti dalla BCE), emettendo e prestando tanta moneta a tassi tenuti meccanicamente bassi. La teoria della curva di Phillips docet. Tuttavia il problema della nostra economia stagnante è non considerare che il potere reale delle famiglie, quindi della domanda aggregata interna dei paesi, è rimasta ferma da anni, attraverso gabbie salariali e sindacati deboli. L’inflazione non è controbilanciata purtroppo da una domanda adeguata.
Due grandi problemi possono emergere da una situazione come la nostra: la Liquidity Trap ipotizzata da JM Keynes o peggio il susseguirsi di prestiti e debiti insoluti. Con tutti i sistemi interbancari e l’alta finanza, come nel 2008, il collasso per esempio di un’istituto come la Deutsche Bank, genererebbe un domino in tutta la zona euro.

Conclusione?
Come nel documento uscito a fine della Grande Recessione, Satoshi Nakamoto, suggerì che le persone avrebbero dovuto abbandonare il sistema nazionalizzato e centralizzato dalle banche, e affidarsi al nuovo mercato democraticamente generato da un’algoritmo e una piattaforma, sfruttando nuovi strumenti per condividere e scambiare i propri beni.

Author: Jacopo Sesana

Frequento il corso “Philosophy, International and Economics Studies” a Venezia, presso l’Università “Cà Foscari”. Scrivo per informarmi e per informare.

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